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Piero D'Orto

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22/07/2014

Piero D'orto

Intervista di: Dino del Vescovo

Tanta passione per la fotografia e una componente umana molto forte. Sono questi gli ingredienti che fanno di Piero D'orto, fotografo professionista da oltre due decenni e master consolidato della prestigiosa Nikon School Travel, la persona piacevole che si apprezza non appena gli si fanno le prime domande. Al centro della sua ricerca fotografica c'è il bello, in tutti i suoi aspetti, di forma e sostanza. Dice di fotografare per diletto anche quando non lo fa per lavoro, di apprezzare le Nikon 1, cioè le compatte Nikon a ottiche intercambiabili, e di leggere con piacere libri di fotografia e geografia, alla continua ricerca di luoghi e scenari socio-etnici da visitare e conoscere. Guarda poca TV, a eccezione dei notiziari, dei canali National Geographic e di qualche partita di calcio.

Piero D'orto e la "strega" di Chenini, la berbera nei pressi del
Sahara © Anna Merlo

Dunque Piero, sono quattro i generi fotografici che si notano nel tuo sito web: wedding, people, travel e wild animals. Quale ti piace di più e perché tanta versatilità?
A me piace fotografare il bello. E questo lo trovo osservando la natura, le persone, le loro emozioni e vivendo ogni attimo dei miei viaggi.
Di qui il motivo per cui prediligo differenti generi di fotografia, tutti così diversi fra loro. Gli avvenimenti tristi, i disastri e il dolore in generale... preferisco che siano gli altri a fotografarli.
Delle quattro categorie che citi, la mia preferenza va senz'altro al genere “people”: mi piace fotografare i soggetti umani e far emergere il bello che c'è in loro.
E credo, da questo punto di vista, che la gente del Sud-est asiatico sia insuperabile, in quanto riesce a esprimere una profondità d'animo unica.

C'è una foto fatta durante un tuo workshop in Namibia in cui impugni una Nikon 1. Cosa pensi di questo sistema fotografico? E se utilizzi le Nikon 1 anche per piacere... o per lavoro?
Conosco molto bene il sistema Nikon 1. Quella che vedi in foto, per la precisione, è la Nikon 1 J1 che mi fu concessa in prova proprio in occasione del workshop in Namibia che, per puro caso, si svolse immediatamente dopo la presentazione a livello mondiale delle prime Nikon 1.
Fu una bella scoperta e tutti i partecipanti, dopo averla provata, mostrarono entusiasmo. Mi piacque al punto che al ritorno ne comperai una e ne approfondii caratteristiche e possibilità.

Piero D'orto © Franco Ibba

Sono macchine eccellenti sia in termini di resistenza, sia di qualità delle immagini, diciamo degli ottimi complementi alla reflex nel realizzare backstage o per prendere “appunti visivi”.
L'ho usata anche per lavoro stampando fino al formato 30x40 cm, senza incontrare alcun problema. Potrà sembrarti uno spot pubblicitario, il mio, ma è esattamente ciò che penso.

Hai avvertito l'assenza di un mirino ottico o elettronico con la J1?
L'assenza del mirino ha svelato un altro aspetto fenomenale della macchina. Anche in pieno sole, sono sempre riuscito a controllare l'esposizione mediante il display.

Dal caldo della savana al freddo polare delle Svalbard. Esistono luoghi più facili di altri da fotografare?
Questa è una domanda a cui non è facile rispondere. Ti direi, al contrario, che fra i più difficili da fotografare ci sono gli ambienti artici. Non è facile tirar fuori bei paesaggi quando si è nel candore uniforme delle nevi e insieme a te c'è al massimo una motoslitta e una distesa di mare ghiacciato. Per confronto, se sei solo nel deserto, può giocare con le dune, con le loro ombre e così via. Quindi non parlerei di posti più facili, ma di luoghi più difficili.

Hai visitato e fotografato un posto nel quale non torneresti?
Sinceramente no. Forse in tutti questi anni sono stato fortunato e quindi tornerei dappertutto. E se non ci torno è perché il mondo è così grande che ho voglia di vedere sempre posti nuovi. Vedi, i soggetti per me meno stimolanti sono quelli che ci circondano nel quotidiano. E da questo punto di vista invidio i colleghi fotografi che riescono a produrre immagini significative partendo da soggetti a mio avviso insignificanti.

Fotografia a colori o in bianco e nero?
Dipende molto dal genere. Il bianco e nero è stato il mio primo amore. Correva l'anno 1977 quando ho iniziato in camera oscura con il bianco e nero. È anche vero che certi paesaggi e in particolare le aurore boreali, perderebbero molto del loro fascino senza del colore. Amo invece il bianco e nero con i ritratti.

Cosa si aspettano generalmente gli allievi dai tuoi workshop e dai posti che si accingono a fotografare?
Considera che i Nikon School Travel toccano luoghi al di fuori dei classici percorsi turistici, per cui è difficile intuire cosa si aspettino i partecipanti. Di sicuro vogliono capire, imparare i trucchi del mestiere, migliorare la loro tecnica fotografica e usare al meglio la loro fotocamera.
Ci sono allievi che acquistano la loro reflex dieci giorni o una sola settimana prima di partire; c'è invece chi dispone di attrezzature superiori, in termini economici, alla mia (ride, ndr).

Qual è il filo conduttore dei tuoi viaggi fotografici?
L'aspetto umano, la parte relativa alla socializzazione dei partecipanti. Non capita praticamente mai di trascorrere ore a sviscerare nozioni teoriche dell'una o dell'altra tecnologia. Si trattano anche questi argomenti, certo, ma ciò che più conta è che i partecipanti si interessino al viaggio, a ciò che vedranno, e faccio di tutto per trasmettere loro il rispetto assoluto per i luoghi e le popolazioni locali, lontane quasi sempre anni luce dal nostro modo di essere.

E mai successo che qualcuno fosse non proprio a suo agio?
Sì, una sola volta, ma per poco. In Nepal. Un partecipante si sentiva al di fuori del gruppo solo perché aveva in borsa una buona compatta e non una reflex. Dopo pochi giorni ha cambiato completamente atteggiamento perché ha capito che un viaggio fotografico cerca di raccontare il bello attraverso quello che si vede, a prescindere dal mezzo con cui lo si fa.

Hai in programma un Nikon School Travel per il prossimo futuro?
Sì, in Patagonia, a fine dicembre 2014.

Mi dai qualche buon motivo per partecipare?
Qualche buon motivo? Vedremo luoghi e paesaggi non inclusi nei viaggi di stampo turistico. Avremo macchine a disposizione e interagiremo con la gente del posto, passando dal Cile all'Argentina. Vivremo sensazioni uniche anche perché andremo nel periodo più bello per quella parte del mondo. E si creerà un gruppo fantastico: lo dimostra il fatto che in ogni viaggio c'è sempre qualcuno che ripete l'esperienza, e che quindi ha partecipato a quello precedente.

Da quanto tempo sei nikonista? Hai mai pensato di cambiare?
Sono nikonista da sempre, quindi dal 1977 quando ho acquistato con non pochi sacrifici la mia prima Nikon F. Né ho in programma di cambiare, anche perché c'è un legame affettivo con il brand e con la Nital di Moncalieri che in Italia lo distribuisce.

Un genere di fotografia che non ti ha mai appassionato?
Lo Still Life. I soggetti fermi non sono per me.

Con quale corpo macchina stai fotografando e con quali obiettivi? Mi dici a quale ottica non potresti mai rinunciare?
Utilizzo una Nikon D3s e una D700, con l'AF-S Nikkor 14-24mm f/2.8G ED, l'AF-S Nikkor 50mm f/1.4G, l'AF-S Nikkor 85mm F/1.4G per i ritratti, l'AF-S Micro-Nikkor 105mm F/2.8G IF-ED VR, l'AF-S Nikkor 70-200mm F/2.8G ED VR II e un moltiplicatore di focale con fattore 1,4. L'AF-S Nikkor 14-24mm f/2.8G ED è insostituibile, con i paesaggi, con le persone, per il reportage socio-etnico, per gli animali. Insomma per tutto.

I droni: se ne parla come di un possibile uso fotografico. Cosa ne pensi?
L'argomento è affascinante. Sicuramente non ci piazzerei sopra la Nikon D3s, ma qualche prova con la Nikon 1 J1 la farei. L'idea di inquadrare da posizioni impensabili non è male, ma come in ogni cosa, occorrere fare molta pratica e valutare pro e contro.

Se ti chiedessi di partire tra 10 minuti per un Nikon School Travel, quale destinazione sceglieresti?
La Cordigliera delle Ande, con i suoi villaggi e la sua gente. Non ci sono mai stato in quella parte del mondo, ma credo valga la pena di fermarsi anche qualche mese.

                     
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