Rec. password 
©
Mimmo Basile

Interviste > Mimmo Basile

25/09/2014

Mimmo Basile

Intervista di: Gerardo Bonomo

Mimmo Basile, classe 1964, è fotografo professionista dal 1984. Il suo campo d'azione è la fotografia di matrimonio, genere fotografico complesso per via della necessità di fondere insieme ritratto e reportage, di gestire situazioni in continuo divenire e mai ripetibili, di unire, soprattutto negli ultimi tempi, a un eccellente servizio fotografico, un altrettanto impeccabile girato di “cortometraggio” video. Non di rado, si occupa anche di fotografia industriale e commerciale. Ventinove anni di immutato entusiasmo, lo portano a sperimentare soluzioni sempre nuove e a provare tutto ciò che Nikon introduce in ambito professionale, dalle ormai lontane reflex FM2 e FA, fino al digitale, quindi alla D100, alla D3, alla D3s, alla D4 e alla D800. Da alcuni mesi ha acquistato, di questi due ultimi modelli, le versioni evolute e migliorate, ossia la D4s e la D810, un'accoppiata a suo modo eccellente e funzionale di cui ha voluto parlarci in questa intervista.

Buongiorno Mimmo e grazie per il tempo che ci stai dedicando. Parleremo della tua esperienza con le Nikon D4s e D810 e cercheremo di capire in quali situazioni preferisci l'una all'altra e viceversa.
Perfetto, dopo mesi di utilizzo di entrambi i modelli, ho individuato perfettamente il loro target.

So che hai scattato molto con la D4 e che da un po' lavori con la D4s. Le prime differenze?
Quando ho analizzato le riprese video della D4s, ho immediatamente apprezzato la pulizia dei file agli alti ISO, superiore a quella della D4 e di tutte le altre reflex Nikon che ho utilizzato fino ad adesso. Idem per gli scatti fotografici che ho trovato più puliti e incisi, oltre ad aver apprezzato le migliorate prestazioni autofocus. Mi è piaciuto il fatto di poter riprendere video Full HD con frame-rate raddoppiato quindi a 50 o 60p, così da riprodurre l'effetto slow-motion a cui ricorro in post-produzione per rendere il girato finale più idilliaco ed emozionante, in una parola, più “romantico”.

Qual è il tuo modus operandi quando riprendi i filmati con la D4s?
Lavoro in Manual Focus utilizzando obiettivi che già adoperavo con la D4, come il PC-E Micro Nikkor 85mm f/2.8D Tilt&Shift.
È stato un mio preciso desiderio quello di applicare le più raffinate tecniche fotografiche anche alle riprese video, in modo da controllare le aree a fuoco e quelle fuori-fuoco già in ripresa, non solo in post-produzione. Il lavoro diventa così indubbiamente più complesso, ma risulta più genuino e di qualità assolutamente perfetta. Ho utilizzato in molte occasioni anche il PC-E Micro Nikkor 45mm f/2.8D ED Tilt&Shift e altre ottiche come l'AF-S Nikkor 85mm f/1.4G e l'AF-S Nikkor 50mm f/1.4G.
Tutti obiettivi di assoluta eccellenza ottica coniugata a diaframmi luminosissimi che permettono di concentrare l’attenzione e la messa a fuoco sul soggetto, lasciando che lo sfondo e le parti secondarie della scena “svaporino” in un morbido e controllato sfuocato di bokeh.

Quali sono state le cosiddette impressioni a caldo?
Non ho problemi a riferire che la D4s, sul campo, ha performance neppure confrontabili rispetto alle altre fotocamere Nikon da me impiegate in passato. Ho trovato particolarmente efficace il nuovo sistema Area AF a gruppo. Il bilanciamento del bianco in modalità Auto offre risultati che personalmente non avevo mai sperimentato prima. Ho inoltre studiato un settaggio e un Picture Control personalizzato per le mie necessità. E ci abbino sempre l'unità Nikon WT-5 in modo da scaricare le immagini in tempo reale durante le varie sessioni di shooting. La D4s ha un'uscita HDMI con un secondo bus, mantiene quindi il Full HD in out anche durante il REC on-camera. Collegando un recorder HDMI come il Ninja si può avere in tempo reale una copia di backup.

Quindi un salto verso il futuro senza che ci sia necessità di tornare indietro?
No, non fraintendetemi. Mi considero un “conservatore” nel senso che amo tornare sui vecchi modelli, sperimentare, utilizzarli ancora e ricavare ciò che di buono sono tuttora capaci di dare. Ho ancora le mie “vecchie” e beneamate Nikon D100 e D200. Attraverso quei sensori sono passati migliaia di volti, di situazioni, non solo nella fotografia di matrimonio, ma anche in quella aziendale e commerciale.

Supponiamo che Nikon domani pensi a una D5. Quali opportunità ti piacerebbe avere?
Mi piacerebbe che in modalità video raggiungesse i 120 o addirittura i 240fps (fotogrammi per secondo) per migliorare ulteriormente l’effetto slow-motion.

Parliamo adesso della D810 che Nikon ha presentato come discendente della D800...
Il passaggio alla Nikon D810 è stato per me un upgrade fisiologico. Uso la D810 per le riprese video, e tra un po' ti spiegherò perché, ma anche per fare fotografia commerciale. Insomma in tutte quelle situazioni in cui è richiesta una risoluzione più elevata di quella che caratterizza la D4s. Innesto focali fisse molto luminose e, se necessario, ottengo un’inquadratura leggermente più stretta passando semplicemente dalla modalità FX alla DX, senza perdere in dettaglio e luminosità. Ciò grazie all'altissima risoluzione del sensore CMOS della D810 (36,6 megapixel, ndg).

Ricordi le prime impressioni derivate dalla D810?
Certamente, una delle prime feature che ho considerato irrinunciabili, è la cadenza video pari a 50/60 fps, così da uniformarla perfettamente alla D4s. Quando si opera con due fotocamere, infatti, si possono “agganciare” i video generati da entrambe in un unico lavoro. Questo, specie nelle riprese video di matrimonio, permette di ottenere risultati eccellenti.
Rispetto alla D800, la nuova D810 ha una resa migliore anche nelle riprese ad alti ISO, e al tempo stesso permette di lavorare anche a ISO molto bassi: 64, per la precisione! Vale a dire la sensibilità della cara e vecchia diapositiva Ektachrome 64T. Oltre a catturare immagini con maggiore incisività, consente di lavorare in esterni con diaframmi molto aperti e ottenere un perfetto fuori-fuoco sugli sfondi. Restando sul fronte dell’impiego video, la D810 offre in Live View la visualizzazione “zebra” ovvero la possibilità di controllare durante la registrazione quelle aree della scena potenzialmente sovraesposte. Trovo utilissima quanto geniale, inoltre, la possibilità di eseguire il bilanciamento del bianco in Live View anche su piccole porzioni di soggetto. Questa feature, per esempio, non era disponibile sulla D800.

E dal punto di vista dell'ergonomia?
È davvero comodo il nuovo pulsante che permette di modificare con rapidità le impostazioni che più comunemente si utilizzano in campo video, come l’area immagine, oppure la risoluzione, o ancora la riattivazione delle alte luci. Per quanto riguarda l'impugnatura e il corpo macchina, invece, non trovo differenze significative.

In conclusione, vista la tua esperienza, quale macchina consigli di acquistare fra la Nikon D4s e la Nikon D810?
Non mi sento di proporre, in assoluto, un modello anziché l'altro. Ritengo sia perfetta l’accoppiata D4s più D810. Un genere come la fotografia sportiva è naturale appannaggio della D4s, mentre la fotografia da studio, laddove occorre un'altissima risoluzione, è più nelle corde della D810. Dipende quindi dal proprio campo di azione. Per quanto riguarda invece i fotografi di matrimonio, consiglio a quanti scattano in stile reportage la D4s, per robustezza e velocità, a chi invece preferisce lo stile più “posato” di orientarsi sulla Nikon D810, perfetta anche per lo Still Life in studio, per fare fotografia commerciale e di paesaggio. La D810, come la D4s, non dimentichiamolo, consente di salvare le immagini in formato NEF, ma anche nel più “ridotto” RAW S, perfetto per velocizzare il workflow quindi fare post-produzione in batch, magari su un portatile non performante come il PC o il Mac da studio. Io, per non sbagliare, le ho acquistate entrambe (sorride, ndg).

                     
© Nital S.p.A. P.IVA 06047610016