
@Claudio Onorati - ANSA
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Una lunga carriera, prima da free-lance poi come fotografo e giornalista Ansa. La storia di Claudio Onorati, professionista romano impegnato nella foto di reportage, spettacolo, politica e sport, ha inizio con la pellicola analogica, con due Nikon F e diverse ottiche Nikkor, e prosegue oggi in piena era digitale con i corpi D3 e D3s. Nikonista da sempre, ha firmato fotografie storiche come la famosa capriola di Roberto Baggio dopo il goal alla Spagna, nei quarti di finale, ai Mondiali di Calcio del 1994, la bimba che ruba il cappello a Papa Giovanni Paolo II o, ancora, le due ragazze che danzano sotto la grande bandiera della pace durante una manifestazione contro la guerra del 2004 a Roma. Insieme a noi fa il punto della situazione, raccontando cosa significhi oggi lavorare per un'agenzia come l'Ansa ed alcune curiosità del suo lavoro. Ama il cinema, il tennis e le moto, in particolare la sua BMW con la quale ha attraversato tutta Europa, da Gibilterra alla Slovenia. Porta sempre con sé una COOLPIX per fotografie ogni qualvolta si presenti l'ispirazione, si tiene in forma correndo per chilometri e chilemtri e dedica parte del suo tempo libero alla lettura, anche molto impegnata. Adora infine la cucina giapponese.
Dunque Claudio, nella tua attività spazi dalla politica allo spettacolo, fino allo sport. Hai preferenze particolari?
Come accade per molti di noi, ci sono momenti e situazioni in cui lavori per mestiere, altri in cui lo fai per passione, perché lo senti dentro. Per rispondere a questa domanda dovrei raccontarti le varie tappe di cui si compone la mia carriera di fotografo. Ti dico soltanto che avrei dovuto fare l'architetto nella vita ma un esame in cui ci si esercitava anche con le fotografie, ha sconvolto ogni mio piano. Ho iniziato a comperare riviste specializzate e a lavorare come fotografo di scena, quindi nel cinema, assecondando una delle mie grandi passioni, appunto il cinema. Ho conosciuto fotografi importanti che mi hanno trasmesso nozioni di grande valore e a 24 anni avevo già un'attività più che soddisfacente.
Poi l'incontro con un paparazzo che si occupava, oltre che di gossip, anche di fotogiornalismo e da lì è nato tutto, lavorando prima per diverse agenzie, molte delle quali oggi non esistono più, poi per TV Sorrisi e Canzoni, per Playmen, fino ad arrivare all'agenzia di stampa Ansa. Quest'ultimo passo, era il 1987, lo devo ad alcune fotografie scattate a Lady D e al principe Carlo d'Inghilterra, neosposi, durante una loro visita in Italia. Beh, se devo dirti come la penso, benché fotografi praticamente di tutto, le mie preferenze appartengono al mondo dello spettacolo.

Sandro Veronesi @Claudio Onorati - ANSA
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Dal punto di vista tecnico, quali sono le difficoltà che maggiormente incontra un fotografo di cronaca?
Si possono commettere errori perché talvolta la distanza dal soggetto è notevole, perché l'illuminazione non è ideale o perché non si riesce a comporre l'inquadratura dalla giusta prospettiva. Devo dire che con l'avvento del digitale e del computer, questi problemi sono facilmente risolvibili. Il cropping, per esempio, ti permette di ritagliare parte dell'immagine eliminando soggetti finiti al suo interno per errore.
A proposito di post-produzione, ti capita di correggere la prospettiva dell'inquadratura?
No, assolutamente no. Né ci viene concesso dall'Ansa che pretende dai suoi fotografi immagini che rispecchino la verità e la realtà dei fatti. Come accennato, possiamo solo effettuare dei ritagli o al massimo migliorare i colori, ma senza esagerare. Sono stati licenziati dei colleghi in passato, che inviando immagini da zone di guerra, hanno alterato la drammaticità delle stesse, enfatizzando del fumo presente nell'aria al punto da far credere che sul luogo vi fosse un incendio.
Cosa significa oggi lavorare per un'agenzia importante come l'Ansa?
È senza dubbio un privilegio, da più punti di vista. Se lavori in qualità di dipendente, puoi concentrarti sul lavoro, sulle fotografie, senza preoccuparti delle richieste che si spera giungano per quella o per quell'altra immagine. Se inoltre sei inviato da una grande agenzia, per qualsiasi evento, sia esso di spettacolo oppure di sport, un posto da cui scattare ti viene sempre riservato. Chi lavora come free-lance, a meno che non sia un nome famoso, deve spesso aspettare e sperare fino alla fine.

Michael Phelps @Claudio Onorati - ANSA
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L'avvento del digitale, e quindi la diffusione di massa della cultura fotografica, ha costretto voi fotografi ad alcuni adattamenti?
Assolutamente sì. Potrà sembrarti strano ma con l'avvento del digitale, diversi colleghi della vecchia guardia, si sono trovati in enorme difficoltà, anche per il fatto di dover imparare a convivere ogni giorno con un pc. La diffusione della fotografia a livello di massa ha determinato inoltre un livellamento della qualità verso il basso. Manca il guizzo di una volta, l'intuizione di una volta. Ciò ha portato inevitabilmente a un restringimento del mercato e, per certi aspetti, alla crisi generazionale in cui versa l'editoria italiana. Poi ci sono gli aspetti positivi della situazione come la possibilità di inviare in qualunque parte del mondo e ovunque ci si trovi, compreso il deserto, una grande quantità di immagini in pochissimi minuti.
Se tornassi indietro, ripercorreresti la stessa strada?
Sì, senza alcun dubbio, ma solo alla luce di quella che è stata la mia carriera. A un giovane che intende iniziare direi invece "non lo fare, cercati un altro mestiere". E se me lo chiedesse ancora, risponderei sempre negativamente. Solo al terzo attacco accetterei che lanci al mercato una sfida così difficile, ma solo dopo aver constatato una grande volontà interiore. Se me lo chiedesse solo per moda o per puro piacere, cercherei senz'altro di dissuaderlo.
Qual è l'errore più grave che un giovane fotografo potrebbe oggi commettere?
Mi vengono in mente due errori: pensare di ottenere facili guadagni, da escludere a priori, e legarsi troppo a un giornale, a un'agenzia o una casa editrice. Non conviene mai darsi in maniera esclusiva, ma saper mediare fra l'uno e l'altro committente, soprattutto quando si è free-lance. È capitato e capita tutt'ora che un'agenzia decida di tagliare le spese: i primi a saltare sono sempre i free-lance. E poi se è possibile, non farsi maltrattare e non svendersi per pochi euro.

Val Gardena: Coppa del mondo di sci. Discesa Libera
@Claudio Onorati - ANSA
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Ti capita di usare fotocamere compatte come le COOLPIX per lavoro?
Certo e proprio in questo periodo sto utilizzando una Nikon COOLPIX P7100. Una macchina che usata con intelligenza sa dare molto e in alcune situazioni sostituire la reflex, soprattutto se si scatta in Raw. Ho scattato diverse fotografie con la P7100 che ho poi inviato all'Ansa. La porto sempre con me, anche quando vado in vacanza in moto. I 10 megapixel di risoluzione sono l'ideale anche per lavorare.
In quali situazioni preferisci utilizzare la COOLPIX?
Quando, per esempio, voglio passare inosservato dato che una compatta sfugge facilmente alla vista, al contrario di una reflex. Non mi riferisco soltanto a scatti da paparazzo, ma anche alla fotografia di politica. Sai, chi non vuole farsi fotografare, ha imparato bene a riconoscere i fotografi, soprattutto dall'attrezzatura. Ecco, la COOLPIX non ti "etichetta" immediatamente come professionista! La uso anche dove non si dovrebbe fotografare (ride, ndg): disabilito il flash e con discrezione qualche fotografia riesco sempre a farla. Sì, la porto sempre con me, sotto il cappotto d'inverno e nello zainetto d'estate.
Con la P7100 utilizzi sempre il formato NEF? E a quanti ISO?
La P7100 permette di registrare le immagini contemporaneamente in NEF e in JPEG permettendo all'utente di disporre subito di uno scatto fruibile. Per quanto riguarda gli ISO, lavoro senza alcun problema fino al valore 400, di solito a priorità dei tempi.
Con quale corpo macchina stai lavorando? Una caratteristica che ti piace in modo particolare...
Lavoro con una D3 e una D3s. Quanto alla caratteristica di mio gradimento, trovo che l'ergonomia di queste macchine sia straordinaria, per cui anche se le utilizzo al buio, ho tutto a portata di mano. Per le mie mani sono perfette.
Utilizzi la Nikon D3s anche per filmare?
Sì, abbiamo iniziato a creare filmati per il sito dell'Ansa per cui la D3s, in questo, risulta perfetta.
Quale obiettivo Nikkor porti sempre con te?

Papa Benedetto XVI @Claudio Onorati - ANSA
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L'AF-S Nikkor 24-70mm F/2.8G ED, un'ottica che offre un grandangolo ideale per il reportage, considerando che i corpi D3 e D3s utilizzano sensori Full Frame, e un mezzo tele. Negli ultimi tempi ho inoltre riscoperto il piacere di scattare con il 50mm fisso, quindi con l'AF-S Nikkor 50 mm F/1.4G. Lo utilizzo senza flash, con luce ambiente, ed è bellissimo.
Confermi di non possedere una pagina web personale? Come mai?
Te lo confermo, anche se sto pensando di crearne una. Il motivo per cui non ce l'ho ancora? Lavorando per l'Ansa, non hai tutta questa necessità di metterti in vetrina, di stare sotto i riflettori. Né, per carattere, amo molto mettermi in mostra. Se dovessi creare un sito personale, sarà qualcosa di interattivo, un luogo virtuale dove possa incontrare i miei colleghi e i miei amici per condividere la passione per il nostro lavoro.