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Super teleobiettivo
di alte prestazioni, compatto e leggero in rapporto alle sue caratteristiche.
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Potente teleobiettivo con motore di messa
a fuoco incorporato a sistema SWM.
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Intervista a... Mirco Lazzari |
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I motori, lui, imolese doc, li ha nel sangue fin dalla nascita. Una passione che, nel corso di oltre 20 anni di carriera, Mirco Lazzari ha saputo coniugare con la professione di fotografo, senza però mai perdere quell'entusiasmo che ancora oggi lo porta, per oltre duecento giorni l'anno, in trasferta, per seguire "il carrozzone" del Motomondiale e della Formula 1. La missione di Mirco? Raccontare con le immagini il mondo della velocità.
L'immagine più bella per Mirco Lazzari: come, dove, quando…e perché?
Beh, scegliere una e soltanto una foto devo dire che è difficilissimo, soprattutto dal punto di vista delle emozioni, perché, per il mio modo di vedere la fotografia, ogni scatto, nel momento in cui viene effettuato, è unico. Su tutte però, me ne viene in mente una, che oserei definire come "tentativo" di realizzare tecnicamente quello che avevo ben chiaro nella mente. Si tratta di un'immagine scattata sul circuito di Hassen, in Olanda, il secondo anno in cui seguivo il Motomondiale. Il passaggio di un tecnico con un cartello rosso davanti ad una moto bianco-rossa, il mio "click" al momento giusto ed…eccola, la striatura che quasi fa perdere i confini del mezzo, l'effetto cromatico che cercavo! Questo ripeto, sempre secondo i miei canoni, magari per altri un'immagine del genere non ha nulla di tecnicamente valido.
Come ci si prepara, tecnicamente e dal punto di vista organizzativo, ad un Gran Premio di Formula 1 o del Motomondiale?
Dal punto di vista organizzativo è tutto molto complesso. Dobbiamo avere molti obiettivi lunghi, meno fissi, molti zoom. Grandangolo? Uno, abbastanza spento.
Solitamente, anche se prediligo il 400, l'obiettivo utilizzato è un 500. Dovendoci muovere lungo il circuito, nel back stage e quant'altro, cerchiamo di rendere il tutto il più compatto possibile. Ovviamente, nell'era del digitale, non mancano le schede, rigorosamente da 4 Giga. Quanti scatti faccio? Circa 8000 in F1, mentre arrivo addirittura a 10.000 nel moto GP.
Una giornata-tipo su un circuito?
Devo dire che le foto si dividono principalmente in 2 tipologie: di cronaca e più generaliste, cosiddette "di contorno", anche se poi di contorno non sono. In ogni caso, tutti cerchiamo di cogliere al meglio il momento della partenza, dopodiché ci spostiamo per riuscire a trovare spunti per altri tipi di scatti, e questo avviene dopo avere comunque seguito il primo giro. Come mi ha insegnato il mio maestro, Angelo Orsi, personalmente tento di conquistare sempre posizioni che mi consentano di avere uno sfondo pulito.
Per quanto mi riguarda, nella stessa gara mi muovo parecchio, pur occupandomi più della cronaca che del resto...e in ogni caso è soltanto con l'esperienza che si arrivano a capire tutti i meccanismi.
E tutto il contorno, il pubblico, il back stage, quanta importanza ha per la sua attività?
Tantissima, in ogni caso, anche se non sempre, purtroppo, a causa dei tempi strettissimi di invio dei materiali, riusciamo a goderci il post-gara. Il pubblico, di per sé, riesce ad emozionare più della gara: i tifosi, con i loro colori, la loro organizzazione, sono qualcosa di geniale.
Dopo anni di Gran Premi, è ancora possibile emozionarsi?
Per me si. Oggi, come quando ho iniziato, riesco ancora a vedere ogni gara come una nuova avventura da vivere, un nuovo viaggio, materiale ma anche mentale: i circuiti si ripetono, è vero, ma le persone ogni volta trasmettono qualcosa di differente.
Già, viaggiare…quanti giorni l'anno?
Tanti. L'anno scorso mi è capitato di fare 33 trasferte, per un totale di 225 giorni fuori casa. Bisogna sicuramente avere un animo un po' "zingaro", ma è una scelta di vita, che io ho avuto modo di fare con il pieno appoggio della mia famiglia. Ed ora, per nulla al mondo potrei rinunciare alla mia passione/professione…
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