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Neyroz Giorgio
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Intervista a... Giorgio Neyroz
 

"La fotografia rispecchia la personalità di ognuno, non è solo un fattore di tecnica… Per me, lo scatto rappresenta il piacere principale del mio lavoro, che comunque è, oltre che professione, in primo luogo hobby e passione..".

L'immagine per Lei più bella: come, dove, quando… e perché?
Lo so, è strano, ma non ho una foto preferita. Mi sono spesso chiesto perché ma non ne sono venuto a capo.
Forse è a causa del fatto che quando scatto una foto nella mia testa o appena prima del click ho in mente un'immagine. Il risultato per fortuna si avvicina alla mia idea di foto, ma non è ciò che mi immaginavo al 100% per cui non ne sono completamente soddisfatto. Credo non ci riuscirò mai, anzi lo spero dato che altrimenti non avrebbe più senso immaginare e si tratterebbe solo di congelare un momento. Al di là delle implicazioni di tipo psicologico, da una parte sarebbe bellissimo, dall'altra ritengo distruggerebbe la volontà di creatività di ognuno di noi.

Forse sono più legato ai luoghi oppure al momento in cui eseguo il click. In primo luogo infatti la fotografia spesso rappresenta anche la mia memoria storica, in secondo luogo preferisco le foto d'azione soprattutto se la luce è quella di un tramonto o meglio ancora se ha una sfumatura particolare. Da questo punto di vista gli scatti al Motogp in Australia a Phillip Island sono i più belli dato che il circuito si trova su di un'isola splendida e in molti tratti della pista le moto si stagliano sullo sfondo dell'Oceano e spesso i piloti con le loro moto si incrociano con i gabbiani che si librano nell'aria, ma ho dei bellissimi ricordi anche dei meravigliosi paesaggi del deserto egiziano-libico, quando ero al seguito del Rally dei Faraoni.

Cosa c'è dietro all'evento GP? Quale aria respira un addetto ai lavori
Dietro l'evento del GP, c'è soprattutto una grande professionalità degli addetti ai lavori, non solo dei fotografi ma di tutto il personale organizzativo. Ci si muove abbastanza tranquillamente tra i vincoli di pass e zone riservate a piloti e staff, ma non è tutto rose e fiori come sembra. Gli accreditati media arrivano sul circuito almeno il giovedì mattina, quando c'è la conferenza stampa di presentazione: spesso in questo giorno i piloti sono più rilassati e si possono fare loro portrait in abiti informali.
Dal venerdì alla domenica si inizia alle 7 di mattina per terminare il lavoro della giornata alle 24.00, senza calcolare che i circuiti si trovano fuori città, per cui ci si devono sobbarcare anche le trasferte dal circuito all'hotel e viceversa... Insomma le giornate sono lunghe, quasi come i viaggi per raggiungere i luoghi di gara!!

Come si affronta un evento di questo tipo, dal punto di vista organizzativo, dei materiali…
Innanzi tutto è importante la preparazione e la cura nella scelta dei materiali fotografici da portare con sè. In relazione alle trasferte aeree, che nel nostro lavoro sono praticamente quasi tutte, bisogna cercare di accordarsi con un team per trasportare le ottiche lunghe, e poi portare il meno possibile, eventualmente "barando" sul peso al check-in. In questi eventi si utilizzano un pò tutte le focali. Per intenderci io uso ottiche che vanno dal 10 F2.8 al 500 F4. Non disdegno neppure di utilizzare anche il 600 F4. Il nuovo con il meccanismo antivibrazione ed è un obiettivo davvero molto performante, ma lo ritengo un po' pesante per i miei gusti e soprattutto per le mie spalle…

Quali le fatiche nel "seguire il carrozzone"? e quali invece le più grosse soddisfazioni?
"Il carrozzone" è composto praticamente sempre dalle stesse persone, che alla fine frequentano gli stessi posti, gli stessi alberghi e volano sugli stessi aerei; siamo una specie di grande famiglia dove meccanici, piloti, giornalisti e addetti ai lavori si conoscono e si trattano familiarmente quindi i contatti interpersonali anche con i piloti non sono solo di lavoro. Tra le soddisfazioni metto anche il piacere di lavorare con persone tra le più preparate al mondo nel campo della fotografia sportiva e poter condividere con loro problemi e piaceri della nostra passione. La maggiore difficoltà da sopportare è lavorare a distanza dalla famiglia.

Le difficoltà tecniche? E, di conseguenza, dove sta l'abilità tecnica di chi esegue lo scatto?
Le difficoltà tecniche sono principalmente legate al meteo, dovendo ovviamente lavorare in esterno. L'altra difficoltà è rappresentata dagli orari e da quello che è il limite logistico dei movimenti intorno al circuito. Da un punto di vista giornalistico spesso capita di vedere il momento topico sui megaschermi in tv e non essere sulla scena importante, o di avere il rammarico di aver scelto un angolo piuttosto che un altro. La fotografia rispecchia la personalità di ognuno, non è solo un fattore di tecnica. Lo sarà sempre più, dato che ormai le macchine fotografiche permettono anche ai meno esperti di fare foto di ottima qualità, la differenza la faranno la percezione personale e la sensibilità del fotografo. Ho la fortuna di fare un lavoro che mi piace: sono innanzi tutto un appassionato di fotografia, il mio lavoro è il mio hobby. Come fotografo del Marketing del Motomondiale ho comunque delle priorità, ma cerco di rispettarle nel modo più creativo possibile e quindi di divertirmi con la mia passione. Ho iniziato con i paesaggi e il turismo, settore dal quale provengo, e anche ora cerco di coniugare l'ambiente con la foto d'azione... Forse è per questo che scatto spesso in manuale e raramente uso la priorità di tempi o di diaframmi; sbaglio di più ma mi piace così.

Quante immagini in un evento? Ogni GP è veramente diverso dall'altro?
In linea di massima ogni Gp è simile all'altro, cambiano il circuito, gli alberghi, gli aeroporti, ma le tempistiche sono quasi le stesse. Il digitale ha permesso di godere di velocità maggiori e di vedere subito le foto, ma nello stesso tempo ha accorciato la forbice che c'era tra il momento dello scatto vero e proprio e quello della spedizione delle foto. In più sono aumentati gli scatti in modo esponenziale e di conseguenza anche le foto da scegliere e da archiviare; con i rullini si scattava molto, molto meno. Non so quante foto scatto in un week-end di gara. So quanti giga: tra i 35 e i 50. Fra qualche tempo anche nel Motomondiale si arriverà all'invio del materiale in tempo reale. La tecnologia del wireless già lo permette in sport da stadio, ma le lunghe distanze di un circuito rispetto alla sala stampa spesso non permettono di scaricare le foto direttamente sul server del computer. Anche qui non so se la velocità gioverà al nostro lavoro, alcuni di noi si troveranno a scattare e basta, da una parte sarà bellissimo perché, soprattutto per me, lo scatto rappresenta il piacere principale della fotografia. L'altro lato della medaglia è il rischio reale di non poter decidere quale foto scegliere, dato che alla consolle del computer a ricevere potrà esserci qualcun altro…

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