Il fotografo forlivese Giorgio Sabatini è conosciuto per la redazione del Fotogiornalesabatini e per essere uno dei più illustri collaboratori de "Il Resto del Carlino". Ha un'esperienza decennale nel campo delle immersioni subacquee e delle fotografie scattate sotto il livello del mare; istruttore di sub e fotosub s'immerge dal 1976.
Nel mese di febbraio ha realizzato un servizio fotografico in una terra selvaggia, il Borneo Malese. Si tratta del resoconto di un viaggio-reportage effettuato dal 14 al 25 febbraio fra atolli famosi per la loro bellezza e per l'integrità della barriera corallina, ma anche per essere aree selvagge nei cui mari spadroneggiano i pirati.
Sabatini, come mai proprio il Borneo per realizzare un reportage fotografico?
Mi ha sempre attratto questa terra. È un paradiso, un luogo selvaggio in cui la natura è ancora integra ed il turismo di massa non è ancora arrivato.
Ci racconti quali sono gli abitanti più curiosi delle profondità malesi…
Sono tanti, e molti si possono vedere solo in queste isole. Per fare un esempio, il Frog fish, il Ghost Pipe fish, chiamato anche pesce fantasma per le sue qualità di mimetismo. Tra le rarità, sono centimetri che si mimetizza perfettamente nella gorgonia in cui abita. E poi abbiamo visto tantissime tartarughe, squali, barracuda…
Sembra che questo reportage le abbia riservato molte soddisfazioni, quali sono invece le difficoltà che ha incontrato?
Sicuramente la sospensione, che rende l'acqua non troppo limpida. E poi è stato abbastanza difficoltoso giungere a Sipadan, un'isola sperduta nel Borneo malese, nel mare delle Celebes: per arrivarci occorrono più di trentadue ore. Abbiamo cambiato quattro aerei, percorso un tratto in pullman e uno in nave.
Qual è stato il rapporto con la popolazione locale?
I pescatori locali sono brava gente, con tratti somatici che fondono caratteristiche indiane con quelle cinesi. Vanno anche loro sott'acqua, ma con attrezzature e sistemi vecchissimi.
L'esperienza in Borneo è stata comunque per me molto positiva, ho scattato quasi 3000 fotografie, tutte di cose piccole o particolari; sott'acqua, invece, le foto più interessanti sono quelle macro.
Che tipo d'attrezzatura ha utilizzato per ottenere questi risultati?
Ho usato una D100 digitale della Nikon in una custodia tutta italiana fatta apposta per questa macchina: la Underwave di Massimo Sanfelice in alluminio scavato, che è in grado di soddisfare qualsiasi esigenza trasferendo all'esterno tutti i comandi.
Come obiettivo ho utilizzato in prevalenza un 60mm micro Nikkor. Dovendo dare un consiglio, direi di usare il Micro Nikkor 105 per la macrofotografia e un 12-24 della Nikon per la foto d'ambiente, un'ottica "appena nata" che dà grandi soddisfazioni; la scelta dell'ottica è sempre il problema principale per chi fotografa, quindi è utile sapere in anticipo cosa si potrà trovare durante l'immersione.
Come flash ho utilizzato gli Ikelite 50 e 200, la cui luce coincide perfettamente con la correzione WB del bianco della macchina.
La temperatura mi consentiva di fare fino a quattro immersioni al giorno, montando in macchina una scheda da 1 giga che scaricavo ogni sera in un Mobil Drive da 40 giga.
L'isola di Sipadan dista trentacinque chilometri dalla costa orientale del Borneo. Ha un fuso orario di sette ore in inverno e di sei in estate rispetto all'ora italiana.
Sipadan è satellite della vastissima isola del Borneo malese (Sabah), stretta tra l'oceano Pacifico e Indiano.
È ricoperta da una foresta pluviale, il clima è di tipo equatoriale con periodo umido da novembre a febbraio.
La moneta è il Ringitt malese, che vale circa 0.30 euro.
Altre isole interessanti nei dintorni di Sipadan sono: Mabul, Kapalai, Si Amil, Bohayen e Sibuan.
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